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Bollette della luce: la prescrizione ridotta da 5 a 2 anni

L’autorità di settore ha dato seguito a quanto stabilito dall’ultima Legge di stabilità: gli operatori non potranno più pretendere importi per consumi superiori a 24 mesi se le mancate letture sono da attribuire a una loro negligenza.
La legge di bilancio 2018 prevede, all’articolo 1, comma 4, tra l’altro, che “nei contratti di fornitura di energia elettrica e gas, il diritto al corrispettivo si prescrive in due anni, sia nei rapporti tra gli utenti domestici o le microimprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, o i professionisti, come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera c), del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e il venditore, sia nei rapporti tra il distributore e il venditore, sia in quelli con l’operatore del trasporto e con gli altri soggetti della filiera.”Pertanto, nel caso di ritardo del venditore nel fatturare i conguagli, pur avendo a disposizione i dati di misura di rettifica, “per consumi riferiti a periodi maggiori di due anni, il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e, ma solo qualora l’Antitrust (Agcm) abbia aperto un procedimento nei confronti di quest’ultimo, avrà inoltre diritto a ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati qualora il procedimento Agcm si concluda con l’accertamento di una violazione”.
La delibera di Arera (Autorità garante di settore), applicando nei tempi previsti le norme introdotte con la legge di bilancio 2018, punta a ridurre, dunque, il fenomeno degli importi non ordinari nelle bollette dei consumatori, agendo con disposizioni finalizzate a responsabilizzare sia i venditori sia i distributori. Famiglie e piccole imprese in questo modo, scrive ancora l’Authority, “saranno maggiormente protette dal rischio di dover pagare le cosiddette ‘maxibollette’, cioè importi di entità molto superiore al consueto, derivanti da rilevanti ritardi dei venditori (ad esempio blocco di fatturazione), rettifiche del dato di misura precedentemente fornito dal distributore e utilizzato per fatturare o perduranti mancate letture del contatore da parte dei distributori” sempre però che tale assenza non sia riconducibile alla condotta del cliente finale.


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